Il processo di stabilizzazione

Tecnica di conservazione per mantenere una pianta sempre fresca

Quante volte avete sentito parlare di processo di stabilizzazione o, più semplicemente, udito il termine “stabilizzato”? Muschio stabilizzato, lichene stabilizzato, quadri stabilizzati, piante stabilizzate, rose stabilizzate… Cosa significa stabilizzare una pianta?

Prima di tutto iniziamo a comprendere meglio il significato della parola “stabilizzazione”. Il termine indica un processo atto a consolidare un determinato status di una struttura, un sistema, un apparato, un materiale o un prodotto, ossia assicurarne la stabilità. Vale a dire la capacità di una determinata cosa di resistere a forze e sollecitazioni esterne. Non è un caso se tale espressione viene usata nell’ambito delle costruzioni stradali e idrauliche, in meccanica, in elettrotecnica e in chimica.

Quadretti con muschio stabilizzato e fiori artificiali – Foto di Galina Sharapova

Quindi nell’ambito vegetale quale significato acquisisce? Conservare la pianta, il fiore o il muschio nel loro fulgore il più a lungo possibile impedendo che gli agenti esterni (mancanza di acqua o luce) possano alterarli o farli morire. È un po’ come se si prendesse una pianta nel suo momento migliore e le si impedisse di invecchiare per di più senza fare alcuna manutenzione. Questo è anche il motivo per cui le piante che hanno avuto questo trattamento sono ideali per l’arredo e le decorazioni d’interno, per i matrimoni, gli accessori e per la moda.

Bouquet di rose seccate e stabilizzate – Foto di Vadim Ozz

Com’è possibile? Esistono diverse tecniche, in generale il processo di stabilizzazione più comune è quello di prendere le piante da stabilizzare nel momento in cui presentano l’aspetto più bello del loro ciclo vitale. Viene poi fatta evaporare la linfa per essere sostituita da un conservante biodegradabile, una miscela di glicerina vegetale, acqua e colorante alimentare.

Con questa tecnica si riesce a prolungare la vita della pianta facendole mantenere il suo rigoglio, senza alcun bisogno di innaffiarle, potarle, concimarle o rinvasarle.

Le piante stabilizzate tollerano bene l’umidità dell’ambiente (fino al 70%) e non hanno bisogno di luce. Gli unici accorgimenti sono quelli di mantenerle lontano da fonti intense di calore (come un calorifero, un camino o una luce alogena) ed evitare di toccarle poiché se si rompono non ricresceranno.

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